E’ tempo di sondaggi

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… Gesú … domandò ai suoi discepoli: “Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?” … “E voi, chi dite che io sia?”

Rileggendo, pochi giorni fa, un notissimo brano dal Vangelo di Matteo capitolo 16, ho avuto modo di considerare la particolare attenzione del Signore, ancor prima di esporre e presentare ai discepoli  il proprio programma di costruzione della chiesa, nel far emergere in loro, vividamente, un requisito importante.

Ho sempre considerato  che i racconti della vita di Gesù, riportati dai Vangeli, sono dei veri e propri quadri d’autore.

Nel leggere la Bibbia dobbiamo sforzarci di immergerci in essa per far sì che la nostra anima sia sfiorata dal vento dello Spirito Santo che illumina la mente e parla al cuore.

Notiamo come Gesù comunica con i suoi, usando un stile molto singolare: rivolgendo domande.

Rileggo per voi ora questo testo dal Vangelo di Matteo capitolo 16 e dal verso 13.

Poi Gesú, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?”   Essi risposero: “Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti”. Ed egli disse loro: “E voi, chi dite che io sia?”   Simon Pietro rispose: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” .   Gesú, replicando, disse: “Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.

Cerchiamo di contestualizzare l’episodio per mettere a fuoco un aspetto molto importante.

Intanto siamo in un periodo molto avanzato della missione di Gesù sulla terra; a questo punto Gesù ritiene opportuno, anzi vuole, sapere, far emergere  una necessità; compie quello che oggi chiameremmo un sondaggio di opinione.

Questo episodio avviene  a Cesarea di Filippo, circa 50 chilometri più a nord della regione del mar di Galilea che, da poco, Gesù aveva lasciato, insieme ai suoi discepoli, dopo aver compiuto in quell’area,  opere prodigiose e diffuso insegnamenti che avevano creato un certo scompiglio nella mentalità anche di eminenti autorità religiose del tempo.

Questo episodio mette in evidenza un aspetto che particolare per  coloro che lo hanno conosciuto da vicino Cristo,  si tratta della consapevolezza della Sua vera identità.

Ci sono due domande che Gesù rivolge ai suoi discepoli.

La prima : “Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?”

La risposta dei discepoli “Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti” … fa emergere un dato, che penso sia molto diffuso oggi.

Mi riferisco alla pigrizia mentale per cui spesso prevalgono le maggioranze , abbagliate da opinioni emergenti, perché apparentemente radicate nelle masse, ma che, analizzate con cura, costituiscono … non l’opinione di tutti … ma quella di nessuno.

Quante idee confuse ha la gente!

Pare proprio che rinunci a pensare e si accontenti di quello che altri dicono o non hanno mai detto … ma si pensa che qualcuno abbia detto.

Quel qualunquismo e relativismo di cui oggi tanto si parla e che produce danni in tutti i campi.

Quella specie di tendenza a non prendere posizione … a non impegnarsi nel farsi una propria idea ed opinione, a non informarsi lasciandosi trasportare dalla corrente che spesso trascina dove non vorremmo andare a finire.

Ma ecco la seconda domanda: E voi, chi dite che io sia?”

Sarà Pietro a rispondere:  “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

La risposta di Pietro piacque molto a Gesù perché contiene in embrione  tutto il messaggio del vangelo .

Vi è un particolare sul quale voglio soffermarmi con voi oggi.

Nella risposta di Pietro troviamo un parola che mette in evidenza una intuizione che solo lo Spirito Santo può generare.

Mi riferisco alla  parola …. vivente.

Sì … figlio del Dio Vivente … è una risposta che non proviene da una istruzione di carattere religioso, … non è il frutto di una dottrina insegnata in una scuola del tempo … che costringe anche noi oggi  a riflettere su un fatto che distingue il nostro credere, staccandoci decisamente da una religiosità fredda, molto comune anche oggi.

Sì, serve proprio il vento dello Spirito Santo per cambiare mentalità come è successo  a noi,  da quando siamo stati raggiunti nell’intimo del cuore da una rivelazione sulla vera identità di Gesù, che abbiamo conosciuto nell’intimo del cuore e che è divenuto vita, luce e centro di gravità della nostra esistenza.

Ora veniamo a noi …. tu cosa dici?

L’opinione tua personale …. questo è quanto vuole conoscere Gesù … non quello che la gente dice.

E’ importante la risposta individuale, la tua risposta personale.

Concludo aggiungendo un aspetto che consegue alla risposta che ciascuno dà alla domanda di Gesù.

Se  Gesù  è per noi il Cristo, Figliolo del Dio vivente … allora siamo beati, anche se dobbiamo aggiungere  che questa realizzazione … non può … non comportare in noi uno stile di vita che spesso ci fa essere controcorrente,  che produce, giorno dopo giorno, tra molte difficoltà e lotte,  cambiamenti davvero straordinari che danno senso e … prospettiva eterna … alla nostra vita.

Infine, è chiaro che … dalla nostra risposta dipende la nostra posizione …  la nostra pace mentre viviamo ed affrontiamo le difficoltà che la vita ci fa incontrare …. ma soprattutto il destino eterno della nostra anima.

Pace a tutti … il Signore vi illumini, vi benedica, vi dia pace e vi faccia prosperare.

Ezia D.

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