La fede nasce dall’ascolto … sì o no?

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Si sa, l’immagine rappresenta un canale privilegiato per la comunicazione, tanto da esercitare un vero e proprio “condizionamento” di mentalità, comportamenti e stili di vita, in una società, come quella in cui siamo immersi, sempre più interessata ad apparenza ed esteriorità.

Basta guardarsi intorno!

La comunicazione attraverso l’immagine è, quindi, importante; la ragione risiede nel fatto che l’immagine possiede una forza particolare ed è percepita attraverso il senso della vista, ma anche, da sentimenti.

Infatti, sappiamo tutti, per esperienza, che le immagini possono arrivare ad angosciare, eccitare, meravigliare, esaltare.

Tutto ciò giustifica ampiamente, l’attenzione con la quale curiamo la nostra immagine: come ci vestiamo, come ci pettiniamo, come ci presentiamo, come cerchiamo di curare il modo in cui ci esprimiamo, eccetera.

Così, anche se tutti sanno che l’abito non fa il monaco, insomma, anche se sappiamo che l’apparenza inganna, dobbiamo constatare che spesso ci lasciamo incantare dalle apparenze.

Come si comportano certi personaggi, che si presentano bene e parlano … parlano e … parlano  per farsi sentire, per mostrare di essere quello che non sono, come fa una grancassa, che fa tanto rumore per la semplice ragione che è vuota.

In questo breve spazio desidero fare qualche distinzione tra il potere dell’immagine, che le riconosciamo, e l’uso di immagini, così generalmente diffuso, in particolare per quanto attiene alla comunicazione di Verità Bibliche in generale e del Messaggio del Vangelo.

Dato che non abbiamo seguito una corrente di pensiero, non siamo divenuti seguaci di Cristo Gesù, del Vangelo né per sentito dire e neanche perché siamo stati impressionati da immagini che potessero rappresentare il sacro, possiamo affermare che abbiamo conosciuto la Verità che ci ha resi liberi da usanze, tradizioni e false dottrine semplicemente ascoltando … la Parola di Dio, vivente ed efficace.

Ho sentito dire, a giustificazione dell’uso di immagini  di tutto ciò che rappresenta l’idea del sacro,  che le immagini avrebbero “solo” … il compito di istruire e introdurre alla fede i semplici; costituire, in un certo senso,  la Bibbia degli analfabeti.

Simpatica come spiegazione, vero?

A proposito di analfabetismo mi è rimasta impressa la testimonianza resa da una credente, anziana sorella in Cristo, che tempo fa nella nostra chiesa ha raccontato di aver imparato anche a leggere attraverso le pagine della Bibbia, essendovi stata attratta, dopo aver “ascoltato” il Messaggio del Vangelo.

L’analfabetismo biblico, così evidente nella società contemporanea, apparentemente evoluta ed informata,  è di tutt’altra specie. Ma questo è un altro discorso.

Per concludere rapidamente, desidero sottolineare l’uso assurdo, blasfemo e fuori luogo di immagini nella comunicazione del sacro, per due ordini di ragioni principali.

  • Nella Bibbia troviamo una tassativa e perentoria proibizione di far ricorso ad immagini di qualsiasi tipo che facciano pensare a Dio,  il che viene strettamente associato alla idolatria.
  • La nostra esperienza ci porta ad affermare che possiamo vivere, pienamente e veramente, la fede cristiana senza il supporto di immagini.

Per  fugare ogni residuo dubbio o debole convinzione diversa, non posso che fare  riferimento a quanto afferma, in maniera inequivocabile  e chiara, l’apostolo Paolo nella lettera ai Romani, capitolo 10:  la fede nasce dall’ascolto. Così la fede viene da ciò che si ascolta , e ciò che si ascolta viene dalla Parola di Cristo (cap. 10 verso 17).

Attenzione, però, per ascoltare bisogna imparare a fare silenzio.

Se siamo circondati dal frastuono di tante voci, rumori molesti, se siamo distratti ed assenti, come possiamo ascoltare?

La Voce di DIO, la PAROLA … che trasforma, rinnova, guarisce, salva, illumina, libera, crea … non è magia … è sostanza.

Insomma, la fede nasce dall’ascolto, certo!

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