Voltare pagina … si può!

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Le realtà e le prospettive che i mezzi di informazione portano alla luce, giorno per giorno, non possono che generare una specie di amara monotonia, che rattrista l’anima, tracciando un quadro della società attuale, che non lascia ben sperare per il futuro di una nazione, di continenti e dell’intera umanità. Come spesso accade, dobbiamo riscontrare che la storia si ripete. Ho riletto poco tempo fa quello che il profeta Habacuc scrive in un periodo di crisi internazionale e di corruzione nazionale, analogo a quello che stiamo vivendo in questi giorni … andate a leggere!

Quante domande, quante amare considerazioni! Che prospettiva di vita scadente!

Tutto ciò non può che produrre amarezza, delusione, disperazione, contestazione e finanche scintille di rabbiosa rivolta!

Lamenti, dichiarazioni  e proteste per dover assistere all’ingiustizia, alla corruzione, al degrado, allo squallore di certe situazioni … sono all’ordine del giorno.

Dobbiamo, tuttavia, essere molto attenti a non venire travolti da questo genere di sentimenti, che, pur trovando piena giustificazione nel quadro di una società in declino, non si addicono a chi, proprio osservando l’orizzonte, riconosce l’ora che stiamo vivendo ed intravede l’unica via d’uscita.

Pensandoci bene, pare che una grande parte dell’umanità contemporanea  sia affetta da una forma di miopia  spirituale, proprio come al tempo in cui il profeta Habacuc traccia un quadro della società analogo a quello attuale.

Non possiamo fare a meno di notare che, come allora, Dio sta dicendo di alzare lo sguardo su ciò che Lui sta per compiere, anche se quello che Dio dice ci può lasciare, momentaneamente, come Habacuc, ancora più sconcertati e perplessi.

Nientemeno!  Dio è al corrente, conosce e sa tutto e non fa niente … ancora!

Dobbiamo notare che viviamo un clima in cui tanti possono sentirsi, come ingabbiati, oppressi, angosciati da una situazione senza via d’uscita, toccati nell’intimo, fino a sentirsi costretti a gridare verso Dio.

Da più parti si sente dire: “Fino a quando, caro Signore, nostro Padre celeste, Dio della nostra vita?”

“Perché permetti tutto questo sfacelo?”

“E’ da molto  tempo che le cose vanno male; non ti pare che possa bastare?”

“Sembra proprio, Signore,  che hai deciso di farci vivere in condizioni di abbandono, circondati da nemici pericolosi, invidiosi, in un ambiente a noi sfavorevole!”

“Che aspetti, Signore? Abbiamo bisogno urgente che tu intervenga!”

Sì, a questo punto, la nostra preghiera  diventa appassionata, incessante e, per certi versi coraggiosa.

Come possiamo leggere al verso 147 del Salmo 119: “Mi alzo prima dell’alba e grido; io spero nella tua parola.”

Questa è l’unica risorsa  per chi è senza via d’uscita!

Cercare il Signore, gridare la nostra disperazione seguendo il consiglio espresso nel salmo 50 verso 15:  “invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai”.

Alla fine, qualcuno potrà osservare, non poteva essere diversamente, semplicemente perchè Dio è misericordioso, compassionevole, benevolo e pronto a soccorrerci.

La risposta del Signore ci conforta;  come brezza che soffia dal cielo, come luce che risplende e dirada le ombre, come balsamo che cura e sana le ferite, come raggio di speranza, come sprazzi di luce, come acqua di sorgente che disseta, come pane che scende dal cielo, come linfa che dà vita alla vita, come antidoto contro l’amarezza e lo scoraggiamento, come scintilla che accende la fede, come fonte di gioia e di letizia.

Qui, a questo punto, cambia lo scenario, l’orizzonte si fa ampio, vediamo improvvisamente il sereno, entriamo in una nuova dimensione con uno scenario di serena fiducia e benedizione, come in un giardino ben annaffiato e curato nei minimi dettagli.

Anche la nostra stessa percezione del futuro cambia radicamente e realizziamo che voltare pagina, davvero si può.

Attenzione, però, solo se sinceramente torniamo a Dio, ci ravvediamo e decidiamo di lasciarci cambiare dentro.

Ecco, questo è il nostro compito, questo stiamo scrivendo nella pagina del nostro diario, come sentinelle vigilanti e fedeli che discernono i tempi ed intravedono il sorgere di un nuovo giorno.

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