Una breve pausa per “fare il punto”

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“Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; voi troverete riposo alle anime vostre!”  (Geremia 6:16)

“Esaminatevi per vedere se siete nella fede; mettetevi alla prova. Non riconoscete che Gesù Cristo è in voi? A meno che l’esito della prova sia negativo.” (Seconda lettera ai Corinzi 13:5)

Non possiamo permetterci di vivere senza conoscere “come siamo messi veramente”,  non ci conviene!

E’ molto meglio sottoporci con una certa regolarità ad un check-up per controllare i valori che ci guidano o semplicemente, quasi per inerzia,  crediamo di seguire nel nostro itinerario spirituale.

In effetti, può accadere a tutti, durante il viaggio della vita, di avvertire il bisogno di fare una breve sosta per riflettere e considerare un fattore importante, anzi, vitale.

Si tratta di una specie di forte desiderio di risveglio nel profondo dell’anima; così forte, soprattutto in certi momenti della vita, da divenire irresistibile.

Non di rado questo avviene in una fase impegnativa del viaggio, quando siamo messi alla prova in situazioni difficili, quando siamo sotto attacco di un nemico invisibile, che, subdolamente, cerca tutti i modi per disorientarci, avvilirci, scoraggiarci, deprimerci, frustrarci  e bloccarci.  Succede, allora, che possiamo avvertire il timore di aver sbagliato strada, di trovarci in un pantano. Altre volte quello che accade può essere simile alla sensazione di essere stati colpiti da una “tegola” che inaspettatamente ci sorprende procurando ferite e sofferenze, ma che, invece di farci perdere il senno … ci risveglia dentro. Che strano … un dolore improvviso che non fa perdere il senno, ma risveglia l’anima!

Fino al punto di essere spinti a guardarci allo specchio per esaminarci e fare una specie di bilancio.

Sì, è vero! Quante delusioni! Quanta sofferenza inspiegabile a causa di incomprensibili ostacoli ed inutili frustrazioni! Finanche mentre stai cercando di dare il meglio seguendo un itinerario verso il quale sei attratto da una “luce” a te familiare!

E’ naturale che si affaccino, a questo punto, domande del tipo … Che cosa sto facendo? Dove sto andando? Come sto vivendo? Perché succede ancora questo?

E’ straordinario e stupefacente: la mente, durante questa salutare sosta introspettiva, all’improvviso, può cominciare a sfogliare una specie di album di ricordi, piacevoli ricordi, immagini che ti riportano agli affetti di tante persone care che ti hanno aiutato, incoraggiato, benedetto; tantissimi eventi che prendono il via da un meraviglioso giorno … una vasca battesimale … confessando Cristo Gesù quale personale Salvatore.

Ecco! Ora, sorprendentemente, vengono a galla i ricordi delle vittorie riportate durante il viaggio, i miracoli, le opere straordinarie di cui sei stato testimone, gli ostacoli che ti sembravano insormontabili (erano davvero insormontabili guardando alle tue piccole capacità) ed i problemi che hai superato tutte le volte che hai messo in campo il talento ricevuto, esercitando con coraggio, la fede nel tuo grande Dio.

E’ proprio vero, da credenti non possiamo accettare l’idea di farci vincere dallo scoraggiamento e divenire depressi; rassegnarci a vivere assopiti in una specie di letargo spirituale.

In altri termini non ci è consentito di adagiarci, abbandonando la lotta e rassegnandoci ad una vita scadente che non ci fa gustare l’immensa capacità di Dio di renderci completamente liberi e felici, nonostante tutto.

Accade così che guardando solo per un momento alla nostra storia, realizziamo  una inaspettata esperienza che ci porta ad uscire da questo tempo di riflessione con fresche energie, finanche con un nuovo entusiasmo scaturito da questa disamina interiore, considerando le molte occasioni nelle quali abbiamo agito con la fede ed il coraggio che abbiamo ricevuto in dono da Dio.

Ma allora, che significato ha quello che ci accade, che ci sorprende e disorienta, causando senso di frustrazione, facendoci perdere d’animo, quasi distogliendoci dal continuare a marciare sempre e … avanti?

A questo punto, può persino essere naturale cominciare a pensare al bisogno di un cambiamento che ha a che fare con il clima che ci circonda ed a quello che possiamo fare per contribuire a migliorarlo. Sì, lo sappiamo, prima di tutto pregare per essere illuminati e guidati!

In verità, pare proprio che abbiamo abbassato lo sguardo sull’orizzonte delle abitudini, dei problemi quotidiani, che non mancano mai di impegnarci, dei nostri stessi bisogni.

Allora, anche tu, come me, puoi pensare che avresti potuto anche evitare qualche amarezza non facendoti sorprendere da situazioni e fatti, in fondo, prevedibili; bastava forse non far prevalere, nel viaggio della vita, il senso di responsabilità, l’attaccamento a mantenere una condotta rispettosa di tutto e di tutti, del clima e dell’ambiente.

Puoi anche arrivare a pensare che avresti dovuto, a tempo debito, con coraggio compiere scelte mirate, utilizzando le molte possibilità che hai avuto di vivere in un clima più confortevole.

Chissà! Può avere pesato la paura di sbagliare, di cadere dalla padella nella brace, di finire (visto quello che c’è in giro) di male in peggio; oppure può essere dipeso dal desiderio di non dispiacere ai nostri amici, finendo per dimenticare di volgere lo sguardo alle “cose che non si vedono” che sono preparate per noi da chi ci ama davvero.

Allora pensi, con un po’ di rammarico, di avere perso occasioni irripetibili, non avendo chiara consapevolezza, che hai un Signore che regna e governa la tua vita, che è sempre presente e capace di continuare ad essere l’Onnipotente, il quale non vuole che quelli che gli appartengono rinuncino a vivere nella libertà dei figli di Dio ed a godere della gioia di appartenere alla sua gloriosa immensa famiglia.

A Lui solo sia sempre la lode, l’onore e la gloria!

A questo punto, dopo questa breve sosta per riflettere capisci che non puoi più restare fermo, devi riprenderti e ripartire, dopo aver vissuto, purtroppo, una specie di paralisi che ha precluso risultati pratici, alla tua portata e procurato delusione e sofferenza.

No! Non siamo fatti per vivere di ricordi che, tuttavia, ci fa bene esplorare, di tanto in tanto, sottoponendoci ad un check-up spirituale, inginocchiandoci idealmente nella nostra cameretta.

Dobbiamo, subito, uscire dal letargo, per essere vivi ed attivi, pronti a cambiare il clima, nella direzione della gioia e delle benedizioni che il Signore prepara per tutti coloro che lo hanno amato.

Abbiamo il risveglio dentro di noi che ci incoraggia a non rassegnarci alla malinconia.

Basta, ora guardiamo avanti!

E’ l’ora di ridefinire priorità, contatti e relazioni, di avere cuore, di scegliere … riguardando sempre a Gesù.

“Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è Colui che ha fatto le promesse” (Ebrei 10:23)

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