“Fratelli miei, non siate in molti a far da maestri …”

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Chi è l’insegnante? Chi può stabilire l’istruzione da impartire? Giacomo aveva conosciuto personalmente il Sommo Maestro ed ha pensato bene di lasciarci questo prezioso consiglio: “Fratelli miei, non siate in molti a far da maestri, sapendo che ne subiremo un più severo giudizio” (3:1).

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“… quelli che avranno insegnato a molti la giustizia risplenderanno come le stelle in eterno” (Daniele 12:3).

Ma cosa ne sarà di coloro che avranno rappresentato un inciampo sul cammino degli uomini di Dio?

Cosa ne sarà di coloro le cui “parole son più delicate dell’olio, ma in realtà sono spade sguainate” (Salmi 55:21)?

Vigila sull’uscio delle tue labbra, affinché tu possa benedire e non maledire chi incontrerai in questo giorno.

La Scrittura è piena di confronti fra la sorte dell’empio e quella del giusto, ad ogni modo non è propriamente il giudizio che il versetto ci addita oggi.

La considerazione si è resa piuttosto necessaria per comprendere chi può sedere in cattedra e chi deve necessariamente sedere in terra. Gesù disse: “… non vi fate chiamare Rabbi; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli” e ancora “Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo” (Matteo 23:8, 10).

Allora, è questa la voce dell’insegnante, in cattedra deve starci lo Spirito Santo del quale Gesù stesso testimoniò  “… il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa … ” (Giovanni 14:26).

Qual è il fine di questo insegnamento?

Far comprendere all’uomo che la sua fiducia non deve esser riposta nelle cose di questo mondo, esse non sono altro che sostegni di canna rotta, che penetrano nella mano di chi vi si appoggia e gliela forano. Ma la fiducia di ogni creatura deve essere nel Signore.

Il profeta Geremia ci ricorda: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo …!” e “Benedetto l’uomo che confida nel SIGNORE, e la cui fiducia è il SIGNORE!” (17:5,7).

Sì, ancora oggi riconosciamo che lamento e confusione si trovano in coloro che ricorrono all’uomo, mentre benedizione e direzione in coloro che siedono ai piedi del Maestro per udire un suo insegnamento ed attendere un suo comando.

A chi rivolgerai i tuoi quesiti?

Dove cercherai ciò di cui hai bisogno?

Vedi già la fine di quel che stai vivendo?

L’insegnante non solo ha parlato, ma ha scritto; quanto ha scritto è troppo prezioso per esser trascurato.

Imparare queste lezioni val più d’ogni titolo; determina la sorte eterna della vita di ognuno di noi.

Apri la Parola di Dio, sfogliandone ogni pagina, udrai una voce dietro a te che ti indica la giusta via da percorrere. Lo Spirito del Signore illuminerà la tua mente affinché tu possa comprendere quel che leggi e fare tesoro delle parole in essa contenute.

L’insegnante ha pronta una soluzione per la circostanza che ti ha occupato la mente appena sveglio, non varcare la porta della tua stanzetta senza aver ascoltato le sue parole, desidera istruirti sul prossimo passo da fare e vuole farlo “… oggi, sì, proprio con te, perché la tua fiducia sia posta soltanto nel Signore”.

Angela Zanghi

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